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Giornata Mondiale della Pizza: 8 italiani su 10 la scelgono anche sotto zero

Immancabile nel freezer la Margherita, preferita dal 59% degli italiani seguono poi in classifica i gusti diavola e quattro formaggi

A rivelarlo una ricerca AstraRicerche/Findus che fotografa i gusti degli italiani e le abitudini di consumo in merito a pizza e sfizi surgelati, tipici delle nostre tradizioni gastronomiche. La pizza mette tutti d’accordo, anche nella versione sottozero, che conquista sempre di più gli italiani, tanto che oltre il 55% la porta spesso in tavola. È il cibo popolare per eccellenza, tipico della tradizione gastronomica Made in Italy, in cima alle preferenze culinarie degli italiani. Tra rotonde e alla pala, farcite e semplici, extralarge e al trancio, la pizza è un piatto che mette tutti d’accordo anche nella sua versione sottozero, tanto che 8 italiani su 10 (85,7%) scelgono di portarla in tavola.

È quanto emerge da una ricerca commissionata da Findus -azienda leader nel settore dei surgelati- ad AstraRicerche, in occasione del lancio della nuova gamma di pizze firmate Carletto, La Margherita, La Diavola e La Rossa al Trancio, presentata in occasione della Giornata Mondiale della Pizza.

Ideale da preparare al forno per una cena in casa in famiglia o con gli amici, la pizza surgelata si rivela un appuntamento fisso per il 55,6% degli italiani che dichiara di consumarla spesso, con il 27% delle famiglie con bambini che la consumano in media una volta a settimana.  Un apprezzamento confermato dai dati di consumo, tanto che nel 2021 sono state consumate oltre 60.000 tonnellate di pizze e pizzette surgelate.

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Sigep 2023, Ieg riunisce le community del dolce a Rimini. Campania protagonista con 59 imprese

Le filiere artigianali del gelato, pasticceria e cioccolateria, bakery e caffè in fiera a Rimini dal 21 al 25 gennaio per la 44ª edizione dell’appuntamento leader per il foodservice dolce

I maestri italiani della gelateria artigianale. L’eleganza e la creatività della pasticceria internazionale. Il cioccolato, dalla materia prima alle lavorazioni d’eccellenza. I lievitati e tutte le varianti del pane. L’aroma del caffè, dall’espresso ai più meditativi specialty coffee. Unico appuntamento in Europa che offre alla community professionale del foodservice dolce la più completa vetrina sulla intera filiera: SIGEP – The Dolce World Expo, il salone di Italian Exhibition Group alla sua 44ª edizione (Fiera di Rimini, dal 21 al 25 gennaio 2023), si tiene in contemporanea con la 7ª edizione di AB Tech Expo, dedicata alle tecnologie e macchinari dell’arte bianca, dallo stoccaggio all’impasto e lavorazione, occupando l’intero quartiere fieristico (130mila mq) e presentando oltre mille brand espositori provenienti da 34 Paesi (i più rappresentati, dopo l’Italia: Spagna, Turchia, Germania, Belgio e Francia). Saranno presenti anche 59 imprese campane. Inoltre novità di prodotto, competizione e formazione professionale: SIGEP primo appuntamento 2023 del Food&Beverage Network di Italian Exhibition Group. In contemporanea, ci sarà la 7ª edizione di AB Tech Expo, manifestazione per i macchinari e le tecnologie dell’arte bianca: dallo stoccaggio all’impasto e lavorazione.

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Intesa tra i protagonisti del distretto industriale di Solofra per un sistema di economia circolare

Il Distretto conciario Solofrano punta a chiudere il ciclo della concia tra economia circolare, ambiente innovazioni e con la condivisione di fare rete. La sostenibilità rappresenta un trampolino di lancio in quanto crea economia. Sono convinti gli esponenti della categoria imprenditoriale, i sindacati, Legambiente, ma anche gli Enti di ricerca. Un ruolo fondamentale viene svolto dalla Stazione sperimentale pelli di Napoli. L’Ente di ricerca è individuato dagli attori del distretto industriale solofrano e dalle istituzioni locali per mettere a punto un progetto con Solofra. In provincia di Avellino la sperimentazione è pronta a partire. Si pensa a dei biofiltri per ricavare energia dai fanghi e ottenere fertilizzanti dalle emissioni

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Eventi

Dal 29 dicembre 2022 al 2 gennaio 2023 tornano nelle più belle Basiliche di Roma i concerti di prestigiose compagini giovanili americane

Insieme alla Rome Parade, la parata musicale di Capodanno che il 1° gennaio 2023 vedrà sfilare nel centro storico della Capitale centinaia di musicisti internazionali, tornano, dopo due anni di assenza causa pandemia, anche i concerti che Destination Events, ente organizzatore degli eventi targati “Rome New Year“, organizza in alcune delle più belle basiliche di Roma. Dal 29 dicembre al 2 gennaio, con ingresso libero a tutti, sarà possibile ascoltare dal vivo alcune formazioni giovanili statunitensi provenienti da differenti high school americane, che proporranno vari repertori di musica classica, sinfonica e corale, in storiche e suggestive cornici di culto religioso.

Si comincia giovedì 29 dicembre con la St. Paul’s Episcopal School Chorale di Mobile (Alabama) che alle 17:00, sotto la direzione musicale del Dr. Harold J. Powell Sr. vedrà un gruppo di sole voci esibirsi nientemeno che alla Basilica di San Pietro in Vaticano. Contemporaneamente (stesso giorno, stessa ora), presso la Basilica di Sant’Andrea della Valle, il coro e la Concert Band della Newark Charter High School del Delaware, rispettivamente diretti da Mrs. Kelly Kline e da Mrs. Samantha DeLuca, daranno vita ad una doppia performance. Venerdì 30 dicembre, alle ore 19:00 presso la chiesa Santa Maria in Portico Campitelli, tornerà il coro della St. Paul’s Episcopal School, anticipato, nella prima parte del concerto, dalla formazione orchestrale della scuola, diretta da Mr. Tim Huber. Queste ultime due formazioni si esibiranno ancora il primo giorno dell’anno rispettivamente nelle chiese di Santa Maria dei Miracoli, alle ore 11:15, e Santa Maria in Montesanto, alle ore 12:15.

Gran finale al Pantheon il 2 gennaio alle ore 16:00 con la St. Paul’s Episcopal School Chorale.

Una molteplice opportunità per il pubblico a Roma di scoprire il talento e la dedizione di giovani studenti con una grande passione; un altrettanto grande occasione per i musicisti teen-agers stranieri di vivere l’incanto di una città a loro distante interagendo con le sue bellezze proprio attraverso la musica.

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Chiara e Ferdinando, le due voci della Campania a Zecchino D’Oro 2022, Gran Finale il 24 dicembre su Rai1 la Vigilia di Natale con CARLO CONTI

Si chiamano Chiara e Ferdinando, i due bambini di 9 anni campani che parteciperanno alla 65ª edizione dello Zecchino d’Oro, in onda su Rai1 giovedì 22 dicembre e venerdì 23 dicembre alle ore 17.05 e sabato 24 dicembre alle ore 17 con il riascolto di tutti i 14 brani e la proclamazione del brano vincitore.

Chiara, di Sant’Angelo d’Alife (CE) canterà il brano “La canzone della settimana” con testo e musica di Eugenio Cesaro, sulla fatica di essere un bambino con i suoi impegni quotidiani: i compiti, andare in piscina, fare calcio e di quanto ci sia bisogno, ogni tanto, di staccare la spina ed essere solo bambini, senza pensieri o responsabilità.

Ferdinando invece, di San Giuseppe Vesuviano (NA), con il brano “Mettiamo su la band” testo di Davide Capotorto e Roberto Palmitesta e musica di Alessandro Augusto Fusaro e Giuseppe Carlo Biasi, ci invita a non aver paura di inseguire i propri sogni, anche se all’inizio si rischia di sbagliare un po’. Perché con il supporto di chi ci vuole bene riusciremo a fare tutto ciò che desideriamo.

 A condurre le prime due puntate della trasmissione, dopo il successo dello scorso anno, sono stati Francesca Fialdini e Paolo Conticini. Per la finale, il pomeriggio della Vigilia di Natale, il padrone di casa sarà Carlo Conti, direttore artistico di Zecchino d’Oro. La regia è di Maurizio Pagnussat.

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Parte il premio Nazionale Ercole Olivario 2023,il prestigioso concorso nazionale per l’eccellenza del settore olivicolo italiano

Le aziende produttrici di olio extra vergine d’oliva della Campania sono invitate ad iscriversi alla XXXI edizione del concorso nazionale Ercole Olivario 2023, l’“Oscar dell’Olio”, nato per valorizzare e promuovere le eccellenze olearie italiane. Le iscrizioni resteranno aperte fino al prossimo 16 gennaio. Tra le finalità dell’”Oscar dell’Olio”: valorizzare gli oli extravergini di oliva italiani, sostenere i produttori per il miglioramento qualitativo del prodotto e promuovere il ruolo dell’assaggiatore come figura capace di far conoscere l’olio italiano in ambito nazionale e all’estero. Confermato il premio “La Goccia d’Ercole” per sostenere le piccole produzioni olearie. 

Affermatosi da anni come importante vetrina e punto di riferimento essenziale per tutti coloro che operano nel settore olivicolo, il concorso Ercole Olivario è organizzato dall’Unione Italiana delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura in collaborazione con la Camera di Commercio dell’Umbria, il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ed il Ministero delle imprese e del Made in Italy, il sostegno di UNAPROL Consorzio Olivicolo Italiano, Italia Olivicola e del CREA- Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – Centro di Ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari Sede di Pescara. Proprio con l’obiettivo di valorizzare la cultura dell’olio di qualità italiano, sia in Italia che all’estero, il Comitato di Coordinamento dell’Ercole Olivario organizza, durante l’arco dell’anno, un programma di promozione e formazione anche per i mercati estericon iniziative di degustazione riservate agli oli delle aziende vincitrici del concorso Ercole Olivario, in collaborazione con gli uffici dell’Assocamerestero e di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

La partecipazione all’Ercole Olivario, è riservata ai produttori di olio extra vergine d’oliva di alta qualità italiano ottenuto dalla molitura effettuata nella campagna olivicola in corso ed è possibile, per ogni produttore, con un solo olio per ciascuna delle due categorie in gara, oli Denominazione d’origine DOP e IGP e Oli extra vergine. Per partecipare è possibile iscriversi attraverso il sito di Ercole Olivario nella sezione Edizione 2023 – https://ercoleolivario.it/iscrizioni/,  che consentirà di inviare la domanda in tempo reale o in alternativa inviando la domanda di partecipazione a ercoleolivario@umbria.camcom.it

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Arte e Cultura

Un edificio tutto green per il nuovo museo Casa del Giglio di Flumeri (Avellino) 

Medaarch vince con un progetto all’insegna della sostenibilità il Concorso Internazionale per la realizzazione della struttura in Irpinia

Innovazione, sostenibilità, basso impatto sull’ambiente, risparmio energetico, linee che si armonizzano con il territorio, nuove tecnologie. Sarà tutto questo la Casa del Giglio di Flumeri (Avellino). Il nuovo edificio è stato progettato da Medaarch, la società di design e architettura, specializzata in processi e tecnologie innovative e sostenibili, che ha vinto il Concorso Internazionale per ideare la nuova struttura museale che nascerà nel cuore dell’Irpinia. Museo ma anche laboratori, terrazze, punto ristoro, parco verde, tutto da realizzare con materiali che “provengono dalla terra, come i mattoni”, dice Amleto Picerno Ceraso, co-founder di Medaarch.

L’edificio è sarà museo del al Giglio di Grano, una torre alta 30 metri che viene innalzata a Flumeri nel mese di agosto in onore di San Rocco, al quale la comunità flumerese è particolarmente devota. Ma l’ispirazione arriva anche dalla “capacità della Comunità di Flumeri di comunicare tradizioni e valori di generazione in generazione” e dal legame forte con la terra. “Il Progetto che la Medaarch ha ideato -spiega Amleto Picerno Ceraso- vuole offrire una casa a queste tradizioni, attraverso una ricerca di coerenza tra forma, funzione, materiali e tradizione che consente all’impianto architettonico, compatto e sintetico nel suo esterno, una distribuzione interna degli spazi dove ogni funzione è guidata dal suo rapporto con la luce”.

L’idea è, dunque, che l’edificio possa diventare “il nuovo centro propulsivo e vitale della città di Flumeri. Gli spazi museali -aggiunge il co-founder di Medaarch- renderanno piacevole, nuovo ed entusiasmante il percorso tra la storia e il futuro del Giglio, i laboratori saranno un luogo di lavorazione ma anche di formazione ospitando scuole e turismo esperienziale. Le terrazze e i punti ristoro rappresenteranno un carattere attrattivo per i giovani della città e delle zone limitrofe rendendo lo spazio vivo anche nelle ore serali”.

L’intero edificio avrà un carattere architettonico contemporaneo ed è stato pensato in chiave completamente green. “La Casa del Giglio genera una impronta ecologica minima in linea con le ultime direttive Europee, miscelando soluzioni low-tech con tecnologie green per azzerare il consumo energetico del manufatto. Infatti -prosegue Amleto Picerno Ceraso- la scelta di sfalsare i mattoni in facciata, caratteristica estetica che contraddistingue il nuovo museo, ricorda la ruvidità e la disposizione delle gemme di grano al sole e al contempo produce ombra propria che contribuisce ad abbassare il fabbisogno energetico per la climatizzazione interna nei mesi estivi. Inoltre, il naturale ricircolo d’aria ottenuto con l’effetto camino che produce il buco in copertura e la produzione di energia da impianto geotermico e solare ne fanno un edificio completamente green”.

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Eventi

La pelle intelligente: la sfida futura per la filiera nel nuovo scenario di mercato in esame da Assomac e Distretto Veneto della pelle

Si è tenuto martedì 13 dicembre a Chiampo, (Vi), l’evento organizzato da Assomac -l’associazione nazionale che aggrega e rappresenta i costruttori italiani di tecnologie per calzature, pelletteria e conceria- e dal Distretto Veneto della Pelle, dal titolo “La pelle intelligente: che cosa chiedono i brand alla tecnologia conciaria nel nuovo scenario di mercato”. Un convegno che ha visto la partecipazione di oltre 200 tra imprenditori e professionisti del settore e che è stato orchestrato, nella speciale veste di relatore, da Carlo Alberto Carnevale Maffè, professore di strategia presso la SDA Bocconi School of Management ma anche editorialista, commentatore economico, strategy advisor e board member di numerose società nazionali e internazionali, tra cui un gruppo specializzato in sistemi tecnologici per calzatura e pelletteria.

I lavori, aperti dagli interventi dei direttori Roberto Vago di Assomac e Matteo Macilotti del Distretto Veneto della Pelle, sono proseguiti con le parole del vicepresidente di Assomac, Mauro Bergozza, che ha introdotto il tema principale, quello legato alla tecnologia e al valore dei dati che, insieme al prodotto, possono diventare un servizio per le imprese di settore.

L’evento è continuato con l’intervento del Prof. Carlo Alberto Carnevale Maffè che ha posto l’attenzione sul fatto che “la pelle intelligente deve parlare di sé e sapersi raccontare, attraverso dati certi e informazioni accessibili che devono arrivare fino al cliente finale”. I dati parlano con sufficiente evidenza: 8 consumatori su 10 chiedono ai brand di esporre le certificazioni di sostenibilità sui prodotti del fashion e altrettanti sono quelli che li vorrebbero obbligati a dimostrare il rispetto per l’ambiente in tutte le fasi della catena di valore; oltre il 70% i compratori che chiedono ai marchi dati su fornitori e materie prime. Poi il prof. Carlo Alberto Carnevale Maffè, nelle conclusioni, ha ribadito quanto sia fondamentale far dialogare tutte le componenti della filiera affinché si consolidi la reputazione di un settore la cui eccellenza è riconosciuta nel mondo.

L’ampia e trasversale partecipazione da parte di imprenditori e operatori di settore, la presenza e il patrocinio di tutte le associazioni di riferimento per la filiera sono segnali importanti per il Distretto Veneto della Pelle che vede nell’aggregazione la sua più alta espressione” il commento del presidente del Distretto Veneto della Pelle, Riccardo Boschetti, a chiusura dell’evento. Un successo per gli organizzatori che hanno visto l’incontro un momento utile a far sedere tutti i soggetti della filiera pelle, per ragionare sulle nuove sfide che lo scenario macro-economico impone e sempre più imporrà al segmento dei prodotti in pelle.

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XV edizione giornata scientifica del Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia: appuntamento 16 dicembre nell’ex Carcere borbonico di Avellino

Tema della giornata sarà il futuro del vigneto globale

Gli effetti del cambiamento climatico spingono la viticoltura e l’enologia ad imparare a gestire un orizzonte di continui e repentini cambiamenti. Siamo di fronte a tematiche complesse che è necessario affrontare in modo rigoroso in un confronto interdisciplinare tra esperti con competenze elevate e specifiche. I periodi di attuazione delle strategie di lotta al cambio climatico e di quelle riguardanti la sostenibilità, sono molto lunghi per cui è necessario avere idee chiare e condivise da concretizzare in modo efficace per ridurre al minimo errori che potrebbero ancora di più allungare i tempi per operare un cambiamento radicale del modo di porsi al vino sia sotto il profilo della produzione che del consumo. Il macro-cambiamento più evidente è che l’enorme incertezza portata dai cambiamenti climatici dovrà essere assunta come dato di fatto e perciò affrontata dai produttori di ogni paese vitivinicolo con nuove ed efficaci strategie viticole ed enologiche.

I lavori saranno aperti dalla prof.ssa Angelita Gambuti – Coordinatrice del corso di   studio. Porteranno   i   loro   saluti   il   prof.   Danilo Ercolini -Direttore   del Dipartimento di Agraria, il dott. Rizieri Buonopane- Presidente della Provincia di Avellino, il prof. Giuseppe Blaiotta- Presidente sezione della Vigna e del Vino, il prof. Domenico Carputo – Vicepresidente della Scuola di agraria e veterinaria dell’Ateneo federiciano, il Prof. Raffaele Coppola – Presidente della Fondazione Italiana per gli Studi sul Vino-, il dott. Roberto Di Meo – Presidente Assoenologi Campania, il dott. Angelo Frattolillo -Confagricoltura Avellino, il dott. Antonio Capone  Presidente Ordine agronomi e forestali di Avellino -, il dott. Stefano Di Marzo -Presidente CIA Avellino, il dott. Francesco Acampora- Presidente Coldiretti Avellino. Previsto anche interventi di vari esperti. A conclusione si presenterà il nuovo vino del corso che quest’anno è uno spumante ottenuto dalle principali uve campane a bacca bianca, realizzato per celebrare il 150° anniversario della fondazione della Scuola Agraria di Portici, poi Facoltà di Agraria, oggi Dipartimento di Agraria dell’Università degli studi di Napoli Federico II.

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Osservatorio Sigep: per i dolci di Natale è ritorno alle origini

Scelta di ingredienti semplici, sapori tradizionali ben riconoscibili al palato che arrivano subito al cuore delle persone: per i dolci del prossimo Natale è un ritorno alle origini. Festività più raccolta, in un contesto instabile per i costi delle materie prime della pasticceria e dell’energia per lavorarle che spinge i consumatori a riassaporare a tavola le certezze della tradizione del dolce italiano e a giocare d’anticipo con ordini online. La tendenza emerge in una ricognizione dell’Osservatorio Sigep sul sentiment di cinque maestri pasticceri da sempre legati alla manifestazione internazionale di Italian Exhibition Group dedicata alla gelateria, pasticceria, cioccolateria e panificazione artigianali e al caffè, che si terrà dal 21 al 25 gennaio prossimi nel quartiere fieristico di Rimini. Da qui a Natale non si prevedono contrazioni nei consumi, né una crescita evidente. Il giro d’affari si prevede in linea con il 2021; non superiore al 2019.

Protagonista il panettone classico o nella variante al cioccolato secondo Massari. Nella proposta gourmet di Rinaldini ispirato al PanVita, extralusso per De Riso, legati al territorio per Dalmasso; sempre con materia prima naturale come raccomanda Balacchi

Attenzione dei consumatori per gli acquisti, che premia il prodotto artigianale: ordini in aumento sui negozi online dei Maestri pasticceri già da novembre