Il distretto conciario di Solofra punta su delle novità di concia a basso impatto ambientale, sviluppate con l’impiego di estratti vegetali come pure le foglie d’olivo, l’acqua di vegetazione olearia e oli da semi di canapa non destinati all’alimentazione. La parola d’ordine è sostenibilità e i chimici del cuoio hanno presentato i risultati di uno studio pionieristico sulle tecniche di concia a basso impatto ambientale, impiegando estratti naturali tra le foglie di olivo e le acque di vegetazione oleare. Inoltre, spicca la linea di prodotti a base di olio di canapa industriale studiata per la concia e riconcia di pelli metal free senza cromo o altri metalli pesanti.
A parlarne è l’ex direttore scientifico Biagio Naviglio della Stazione Sperimentale per l’Industria Pelli: «Ho illustrato -spiega- l’intero excursus di nuove conce naturali, come a base di foglie d’olivo e carboidrati recuperati da scarti vegetali. Sono prodotti che provengono da fonti rinnovabili inserendosi nel modello di economia circolare». Naviglio indica le tecniche nei distretti industriali, non solo riducano l’impatto ambientale del processo conciario, ma garantiscano un prodotto finale sempre più richiesto dai mercati attenti all’eco-compatibilità. «La pelle conciata all’olivo ha un appeal diverso -aggiunge Naviglio- offre vantaggio competitivo perché è più biodegradabile. L’uso di agenti reticolanti del collagene di origine naturale consente di ottenere pelli di alta qualità, compatibili con la salute e l’ambiente».
Il distretto di Solofra, eccellenza produttiva di pelli pregiate, mira a coniugare tradizione e innovazione con un modello produttivo etico e responsabile. La sfida è ambiziosa: trasformare la concia in laboratorio d’avanguardia per la pelle del futuro. «Il nostro settore -dice l’imprenditore chimico Biagio Siani- offre materiale biologico assoluto e protezione per uomo e ambiente».