Al 54° convegno nazionale dell’Associazione italiana dei chimici del cuoio, focus su economia circolare, intelligenza artificiale e depurazione. Al centro anche le sfide normative per i distretti conciari
Innovazione, sostenibilità e collaborazione tra imprese e ricerca. Sono i temi al centro del 54° convegno nazionale dell’AICC, svoltosi a Vietri sul Mare il 9 ottobre, occasione per tracciare un bilancio positivo dell’associazione, che conta 436 soci e sei onorari. Il Veneto è la regione più rappresentata con 243 iscritti, seguito dalla Toscana con 93 e dalla Campania con 52.
«C’è bisogno di unione di competenze per una competitività che sia sostenibile», sottolinea il presidente Tomaso Pellegrini, evidenziando anche il riconoscimento internazionale dell’AICC, coinvolta dai colleghi spagnoli dell’AQEIC nell’organizzazione del loro congresso. Tra i progetti presentati, Rescue di Russo di Casandrino, per valorizzare il collagene degli scarti conciari, HOT di Vignola Nobile, dedicato a processi di concia e trattamento dei reflui, e Tan Tom della Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli, che utilizza l’intelligenza artificiale per individuare i difetti senza tecniche invasive.
Spazio anche all’automotive e alle nuove tecnologie per il controllo qualità. Attenzione, inoltre, alla depurazione delle acque reflue in vista della nuova direttiva europea: Luca Pucci di Gori illustrerà l’esperienza dell’impianto di Mercato San Severino e le prospettive d’integrazione tra depurazione civile e industriale, temi strategici anche per il distretto conciario campano di Solofra.