L’innovazione che unisce creatività, circolarità e competitività, si chiama «Smart Cycle-Materia Viva» ed è molto più di un progetto: è un laboratorio di futuro, dove sottoprodotti di lavorazione conciaria smettono di essere rifiuti e diventano risorse, alimentando una filiera creativa e circolare che apre nuovi scenari tra moda, design, edilizia e cosmetica. La sfida della rigenerazione è lanciata nel distretto conciario di Solofra (Av). L’obiettivo è ambizioso: rigenerare la pelle attraverso l’arte del recupero, riducendo al minimo l’impatto ambientale e massimizzando il valore dei materiali. Invece di finire in discarica, gli scarti vengono trasformati in nuove materie prime, pronte a vivere una seconda vita.
Una sfida che incrocia innovazione chimica, maestria artigiana e visione industriale. Promosso da D-house laboratorio urbano, in collaborazione con L’Officina chimica in movimento e alcune concerie del distretto -tra Carisma, Deviconcia, Effegi, Sure Skins e Vignola Nobile- il progetto nasce da un concept del designer Vito Colacurcio e si inserisce in un contesto in piena trasformazione. Le nuove normative europee sull’economia circolare, infatti, impongono ai produttori di materia prima di farsi carico del fine vita dei prodotti, obbligando alla ricerca di soluzioni alternative alla discarica. Un cambiamento che non è solo etico e ambientale, ma anche strategico: i grandi brand della moda internazionale richiedono già da oggi ai loro fornitori concrete strategie di rigenerazione e tracciabilità.
Sono cinque gli hub progettuali, ognuno dei quali esplora nuove possibilità d’uso per la pelle rigenerata, dimostrandone versatilità e valore estetico. Significativo è Re: Skin Brick, che ha trasformato i sottoprodotti di lavorazione conciaria in mattoni compatti e resistenti che conserva tracce visive e tattili della pelle di origine. Poi c’è Regenerating Leather ha dato vita a un kit di prodotti -creme nutrienti, spray protettivi e finiture- derivati da scarti conciari, in grado di rigenerare la pelle, prolungandone durata, morbidezza e colore. L’altro è Second Skin Furniture la pelle riciclata è diventata elemento distintivo nell’arredo di design, unendo eleganza e sostenibilità. Invece Leather on Leather ha sperimentato la stratificazione della pelle su sé stessa, creando superfici inedite e di grande impatto visivo e tattile. Infine, Weave Bond ha utilizzato il ricamo come tecnica di rigenerazione, trasformando i sottoprodotti di lavorazione in crust in pannelli decorativi adatti a svariate applicazioni.